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Romaldo Greco, Viticoltore dal 1973

Un giorno, presi tra le mani un pugno della mia terra, l’annusai e sentii il calore e l’energia del nostro sole brillante; sentii il profumo del vento che mi portava la fragranza del vecchio lillà, delle zagare e delle tubirose; sentii la pioggia dissetare l’aridità estiva; sentii il sapore dei frutti gustosi e genuini.

Chiusi gli occhi nel campo arato di fresco e mi giunsero i canti e le filastrocche delle nonne mentre tra le alte piante del tabacco, ne raccoglievano le grosse foglie untuose. Dai ricordi, giunse la fatica, il sudore, il sacrificio dei nonni che queste zolle amavano e curavano.. ed un mondo antico, quasi nostalgico mi illuminò la mente.

Arrivarono le immagini della mietitura sotto il sole di giugno. Dalle spighe dorate e battute fuoriuscivano i chicchi di grano maturo, mentre la paglia per noi bambini diveniva il nostro giaciglio.

Mi giunse poi la vendemmia, il giorno di festa e di raccolto, il via vai pressante di tini e panieri colmi e odorosi di grappoli dagli acini turgidi e dolcissimi che si addensavano sul camion mentre un rivolo di mosto rosso e odoroso già gocciolava. E poi arrivava la pausa, momento più atteso da tutti a sancire il giorno in cui, dall’uva pigiata, il mosto diveniva vino. La nonna chiamava tutti a raccolta, apriva un lembo della candida tovaglia che ricopriva il grande cesto e le pagnotte con la ricotta forte e la sarda, divenivano il pasto più saporito che si sia mai consumato.

La terra è vita, pensai, è amore, è fatica e passione… e diedi vita alla vita.

Chiusi gli occhi e i miei campi arieggiati da poco, divennero vitigni. I raggi del sole, scaldando la terra, donavano linfa alle piante e sbocciarono i germogli. La notte portava riposo, la rugiada del mattino regalava ristoro e mentre i pampini verdeggianti dondolavano al venticello leggero, i grappoli sodi ed invitanti maturavano assimilando i profumi e le fragranze del nostro Salento.

Quando riaprì gli occhi, sui miei campi c’era la passione diventata vita. Mi sedetti sotto il pergolato, stappai una bottiglia, bevvi un sorso del mio vino e sentii sprigionarsi i profumi del vento, il calore del sole, la forza della mia terra. Appagato per aver imprigionato in quelle bottiglie la fatica, i sapori, i ricordi e la bontà della terra rossa, chiamai i miei figli a tramandare i vini della passione.

Romaldo Greco

 ROMALDO GRECO

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